Dopo il grandissimo successo dei Campus Party Sparks al PG Nationals, le aspettative erano alte per l’EU Masters: un’occasione per confermare l’avventura degli OutPlayed lo scorso split. Purtroppo non tutto è andato come sperato e nonostante la preparazione gli Sparks sono usciti dalla competizione senza vittorie.

In una tempesta di indignazione e critiche sui social, tra le quali le pesantissime parole di Acefos, è immediato per tutti i fan della scena esportiva italiana chiedersi perché gli Sparks, o in generale l’Italia, hanno fallito. Questa analisi è però frettolosa e dà per scontata una domanda che in pochi si sono posti: l’Italia ha davvero fallito?

Prima di rispondere a questo quesito, al quale sicuramente ognuno di voi avrà risposte differenti e senza dubbio valide, ho voluto intervistare Dan AUX Harrison, caster della UK League Championship, il Terenas britannico insomma, per un confronto tra i rispettivi panorami esportivi.

Gran Bretagna ed Italia: cos’hanno in comune?

Il campionato inglese, come quello italiano, ha sempre faticato ad inserirsi tra i migliori in Europa, sempre un passo indietro rispetto alle altre regioni. Ma come per noi gli OutPlayed in Summer, ora i Fnatic Rising stanno riportando in alto le speranze d’oltremanica, con una qualificazione ai quarti di finale in un gruppo assai temibile. Il superteam inglese ha infatti dovuto superare Misfits Premier e Rogue Esports Club per aggiudicarsi un posto di diritto nella top 8. Ma come è stato possibile questo miglioramento improvviso?

Un fattore fondamentale della crescita della UKLC nell’ultimo split, sia in qualità delle squadre che in spettatori, è stato il formato del torneo, uno dei più innovativi in Europa: il sistema a torri infatti garantisce importanza ad ogni singola partita, settimana dopo settimana. “Ci sono stati alcuni casi sfortunati in cui il sorteggio ha visto Darkspawn e Fnatic Rising affrontarsi ai quarti per tre settimane di fila. In questo e altri casi, alcune squadre non giocano più di un match a settimana e faticano ad accumulare l’esperienza necessaria per competere con i migliori. Però ogni partita conta davvero e questo rende il campionato incredibilmente interessante per fan e caster. Siccome ogni settimana è indipendente, non serve aver visto tutte le partite per capire l’importanza di ogni partita. Insomma, ci sono pro e contro ma stiamo già lavorando per migliorare ancora il formato per il prossimo split.”

Hiprain e AUX ai Twitch Rivals.

Ma il fattore cruciale è stato senza dubbio l’avvento di nuovi investitori verso la scena inglese: “L’aumento degli investimenti è stato fondamentale. L’arrivo delle Academy e delle loro risorse è stata una novità per il circuito inglese, che a differenza della Spagna non ha ancora gaming house e stipendi adeguati ad una carriera esportiva. Ovviamente sono solo due squadre (Fnatic Rising e Excel UK, NdA), ma hanno costretto gli altri team a migliorare per poter competere con loro. Un grandissimo problema che avevamo in passato erano i giocatori talentuosi che preferivano offerte in altre regioni, come xMatty in Francia o Innaxe in Spagna. Con i nuovi investimenti, ora i giocatori migliori sono invogliati a rimanere in Gran Bretagna e a competere al massimo delle loro capacità”, spiega AUX. Un po’ come è successo ai nostrani Counter e Ferakton questo split.

Il campionato inglese ha dovuto fare i conti anche con la tanto dibattuta questione degli import, alla quale è difficile trovare una risposta che accontenti tutte le parti. “Avere import di alto livello significa costringere i giocatori locali a migliorare, ma penso che sia molto meglio investire per migliorare i talenti della propria regione. Questo è possibile investendo nella qualità dello staff e dei coach. Il problema del campionato inglese era di non riuscire a trattenere i giocatori britannici e doversi accontentare di import di basso livello.”

Dunque: l’Italia ha fallito? E gli Sparks?

Alla luce delle cause che hanno portato un così grande miglioramento in Gran Bretagna, possiamo certamente dire che anche la scena italiana sia sulla strada giusta: gli investimenti e le gaming house avranno di certo un buon impatto sul livello della competizione sul lungo termine e il lavoro di PG Esports per produrre una trasmissione di qualità è evidente. Ma gli investimenti devono anche essere ben direzionati: non sempre avere i giocatori migliori significa essere la squadra migliore. Come giustamente fa notare Deugemo con un interessante parallelo calcistico.

E gli Sparks hanno fallito? Già dal sorteggio era noto che sarebbe stato difficile replicare il 3-0 degli OutPlayed, data la presenza di due Academy nello stesso girone. Alcuni puntano il dito contro l’assenza di giocatori italiani o contro il formato del torneo, contro alcuni giocatori in particolare o addirittura contro le altre squadre italiane, ma non dobbiamo dimenticare come gli Sparks siano una realtà nata da pochi mesi che si è confrontata con il suo primo torneo europeo.

Da qui in avanti la strada è solo in discesa.


Insieme all’avventura degli Sparks finisce anche il primo ciclo di It’s Pizza Time.

Ma non vi mancherò per molto: dopo una breve pausa, ritornerò con nuovi articoli, nuove idee e nuovi volti a cui dare spazio, con l’imminente ESL Vodafone Championship.

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