All’alba della stagione competitiva 2019 di League of Legends, nel Dicembre dello scorso anno ho lanciato la prima Sfida del Master, con l’obiettivo di spronare i giocatori italiani a dare il meglio in preparazione del PG Nationals. Prima per scherzo, poi raccogliendo sempre più iscritti, più di trenta player hanno sfidato se stessi e la classifica per dimostrare il proprio valore.

Vincitore della sfida è stato il giovane jungler Emanuele Khema Conti, sostituto negli Sparks Esports, che ho intervistato per svelare i segreti della SoloQ e annunciare la prossima Sfida del Master.

Sei l’unico giocatore italiano che ha raggiunto l’obiettivo della sfida in così poco tempo. Qual è stato il tuo segreto?

Sono riuscito a scalare così velocemente perché avevo molta motivazione. L’unico segreto è avere la testa completamente nel gioco, senza lasciarsi tiltare dagli alleati. Se si vuole tryhardare bisogna giocare solamente quando si è  davvero concentrati e quei cinque giorni ero concentrato tutto il giorno, tutti i giorni.

Ammirevole. Ma recentemente sentiamo sempre più lamentele dei giocatori professionisti riguardo agli alti elo. Che problemi ci sono secondo te?

Ci sono stati troppi sbalzi di MMR, ad inizio stagione tutti prendevano troppi punti, poi tutti ne prendevano troppo pochi, poi i transfer players. Con tutto questo e i reset la ladder è peggiorata e ha sbilanciato molti equilibri: molti giocatori si trovano in posti della classifica in cui non dovrebbero stare. Questo è uno scoglio molto grande e le partite sono parecchio frustranti da giocare. Al momento la SoloQ si è trasformata non in una dimostrazione di abilità individuale ma di chi riesce a gestire meglio le situazioni sfavorevoli.

Capisco, non dev’essere facile. Fortuna che sono ancora Gold, io!

Ma tornando a noi: oltre alla SoloQ e alla Sfida del Master, gli organizzatori di tornei stanno mettendo in piedi molti eventi per dare spazio ai nuovi talenti. Proving Grounds, Open Qualifiers, EVC: quanto è utile ai nuovi giocatori partecipare a questi per farsi notare?

Sicuramente tutti gli eventi di questo tipo sono molto utili per spronare i player giovani a giocare di più, ma soprattutto a giocare meglio. Molti si perdono dopo aver raggiunto un certo rank e si fermano per divertirsi e godersi il gioco, o anche in seguito al non aver raggiunto un certo rank. Il problema di questi eventi è che devono essere presi con la mentalità giusta. In Italia purtroppo c’è molto ego, soprattutto tra i player giovani dovrebbero prendere queste occasioni con più umiltà.

Per quanto riguarda EVC, i team lo hanno trasformato in una specie di Lega Seconda perché per loro l’unico torneo importante è il PG Nationals: l’EU Masters dà molta più visibilità in termini di competizione e di sponsor. Questo non è né cattivo né buono: serve una lega minore che abbia un traguardo concreto (ad esempio il premio in denaro) che nutra i giovani giocatori. E’ anche giusto anche avere una specie di ordine: vincere EVC per poi passare a giocarsi il PG Nationals e continuare a migliorare.

Oltre a questi eventi, quanto è utile avere un buon rank in soloQ per attrarre l’attenzione di qualche team?

E’ un misto di tante cose. L’elo ti può dire bene o male il livello delle meccaniche del giocatore: più giochi contro giocatori meccanicamente forti e più migliori sotto quel punto di vista. Sicuramente l’elo aiuta a farsi vedere, ma non è tutto. Spesso infatti  la giocata che vince la partita in SoloQ è invece molto sbagliata in un ambiente di squadra. Ad esempio MagiFelix: fortissimo in SoloQ, ma in team ha sempre toppato fino a questo split.

Il Proving Grounds invece va ad indagare altre qualità come il gioco di squadra con dei coach e in ambienti controllati, quindi entrambi sono aspetti importanti.

Due mondi diversi quindi. E sotto questo punto di vista, quanto ti ha aiutato lavorare con gli Sparks per questo split?

Tralasciando il motivo per cui non ho potuto giocare, questo split negli Sparks mi ha aiutato moltissimo. Guardare cinque ragazzi allenarsi ogni giorno mi ha aiutato moltissimo a capire come migliorare in modi specifici, come adattarsi e come giocare di squadra ad alti livelli. Mi ha aiutato anche a crescere come persona oltre che come player.

Passiamo ora al momento cruciale: lanciare la nuova Sfida del Master in vista del prossimo split di PG Nationals, che inizierà a Giugno. Qual è la tua sfida, Khema?

Oltre al Master? Direi che per i giocatori di alto elo un buon obiettivo può essere il rank 1 in Italia nei rispettivi ruoli. Al momento i top 5 sono Beansu, Gine, Jolsty, Gotrek e DarkChri. Ma in un mese tutto è possibile.


Quindi mi rivolgo a voi, giovani partecipanti di Proving Grounds, EVC e Open Qualifier: avete un mese di tempo per completare la Sfida del Master. In palio, come questo split, un’intervista con il sottoscritto.

E perché no, magari anche una bella pizza!

Show CommentsClose Comments

Leave a comment